Un nuovo progetto per un’educazione musicale più inclusiva

da | Ott 29, 2026 | LEGGI, Progetti

Per rispondere ai bisogni di una società composita e multietnica, anche l’educazione musicale extrascolastica deve diventare sempre più inclusiva e i docenti devono acquisire nuove competenze professionali per rispondere a bisogni di integrazione e inclusione sociale. È in questo contesto che nasce il progetto “Buone pratiche per una educazione musicale inclusiva”, presentato il 27 ottobre 2026 al Conservatorio della Svizzera italiana.

Il progetto, che ha preso avvio ad ottobre 2026 ed è sostenuto da Movetia (l’agenzia nazionale svizzera che promuove gli scambi e la mobilità nel settore dell’istruzione), è coordinato dall’area di Ricerca in Pedagogia della Scuola universitaria di musica del Conservatorio della Svizzera italiana, in collaborazione con l’Università di Trento e con HEMU – Haute Ecole de Musique, HES-SO Haute école spécialisée de Suisse occidentale. Si avvale inoltre di una rete di collaborazioni istituzionali già attive sul fronte della ricerca insieme con i centri di competenza “Bisogni educativi, scuola e società” (BESS-DFA/ASP) e “Ricerca sociale” (CReS) della SUPSI, che indagano gli effetti della musica sulle comunità vulnerabili di riferimento e che hanno, tra i loro partner, la Croce Rossa Svizzera Sezione del Sottoceneri e la Fondazione Provvida Madre di Balerna.

L’obiettivo è contribuire allo sviluppo di interventi didattici destinati a bambini e adulti con disabilità congenite di vario tipo e a giovani con vissuti migratori o con neurodivergenze.

“Il progetto prende avvio da due attività (laboratori musicali), che il Conservatorio già svolge in collaborazione con Croce Rossa e Provvida Madre. – ha spiegato Massimo Zicari, Professore associato di ricerca in pedagogia musicale del Conservatorio della Svizzera italiana. Tramite un processo di analisi di queste attività, saranno sviluppati, testati e monitorati strategie e modelli didattici innovativi e specifici. Dopodiché produrremo linee guida, materiali didattici e pubblicazioni scientifiche che possano contribuire a incrementare l’offerta di attività musicali extra-scolastiche per giovani con bisogni speciali e ampliare il profilo professionale dei docenti di musica, anche in altre regioni linguistiche svizzere”.

La Svizzera conta 420 scuole di musica associate al Musikverband, che offrono un servizio capillare di formazione musicale non professionale, con attività di animazione musicale di grande importanza anche nelle regioni periferiche e di montagna. In una prospettiva trans-disciplinare, questo progetto intende rispondere in maniera attiva ai cambiamenti sociali in corso e ai bisogni di inclusione e di riduzione delle diseguaglianze ribaditi a livello nazionale ed internazionale. Questa idea si basa anche sulle numerose evidenze, riconosciute anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), rispetto all’importante ruolo che la partecipazione ad attività musicali può avere nella riduzione di solitudine, isolamento, ansia e depressione e sulla promozione della salute mentale e del benessere sociale.

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