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Il Clairière e il Choir of Clare College di Cambridge insieme in un progetto musicale straordinario: “Sarà come cantare in un turbine di voci”

da | Giu 1, 2026 | IN EVIDENZA, LEGGI, Concerti

Un progetto musicale straordinario unirà il Coro Clairière del Conservatorio della Svizzera italiana e il Choir of Clare College di Cambridge in luglio. Tre concerti tra Inghilterra, Svizzera e Italia, che vedranno impegnati i cantori in due capolavori assoluti del repertorio polifonico: La Missa sopra Ecco sì beato giorno di Alessandro Striggio e Spem in alium di Thomas Tallis. Brunella Clerici, direttrice del Coro Clairière, svela i dettagli di questa prestigiosa collaborazione.

Brunella, come è nato questo progetto?

“Nel 2018 abbiamo collaborato per un progetto con il celebre compositore e direttore di coro britannico John Rutter, che in quell’occasione mi ha parlato del sistema dei cori inglesi. L’Inghilterra, per la sua storia politica e sociale ha investito tanto sul coro. Il coro è inglese, è il fiore all’occhiello della formazione degli studenti nei college e tanti compositori hanno dedicato e dedicano al coro le loro produzioni. Quindi sono stata due o tre anni in estate a Cambridge per arricchire la mia formazione, così ho conosciuto anche Graham Ross, Fellow e Direttore della Musica del Clare College.

Il Choir of Clare College è riconosciuto a livello internazionale ed è uno dei cori universitari migliori al mondo. Come si è sviluppata la collaborazione con il Clairière?

“Il Coro del Clare College è paragonabile per età al nostro Coro della Scuola universitaria. Non tutti i membri studiano musica, ma sono comunque molto selezionati, provano tutti i giorni e oltre a guidare le funzioni religiose tre volte a settimana nella cappella del College, hanno un’attività intensa con registrazioni, trasmissioni e concerti. Inizialmente il progetto era nato con l’idea di coinvolgere il Clairiere e il Coro Pre-College, come stimolo per i nostri cantori, lavorando su un repertorio adatto anche ai nostri. Quando poi, a giugno dell’anno scorso, sono stata nominata direttrice anche del coro della Scuola universitaria, mi è sembrato ottimo riuscire a coinvolgere qualche voce maschile già formata. Quindi ho selezionato sette studenti del coro SUM, circa altrettanti del coro Pre-College e poi c’è il Clairiere. Partiremo in trenta da Lugano”.

Canterete La Missa sopra Ecco sì beato giorno a 40-60 voci di Alessandro Striggio e Spem in alium a 40 voci di Thomas Tallis, due capolavori del Rinascimento italiano e inglese. Come è stato pensato il programma?

“Sono due opere che si prestano bene alla formazione che avremo di circa 60 cantori. Striggio era compositore e musicista alla corte dei Medici a Firenze. Nel 1567 si è recato in visita alla corte di Elisabetta I a Londra. In quell’occasione è stata eseguita la sua Missa e sembra, anche se non vi è certezza storica, che Tallis sia rimasto molto colpito dalla polifonia dell’opera e abbia composto Spem in alium ispirandosi alla Messa di Striggio. Le due opere sono quindi strettamente legate”.

Il vostro fedele partner musicale, l’Ensemble concerto Scirocco, vi seguirà anche questa volta?

“Sì, la scelta dell’accompagnamento è stata una decisione importante: ci chiedevamo se avremmo dovuto eseguire tutto a cappella, oppure con l’accompagnamento dell’organo o con strumenti antichi. Alla fine abbiamo optato per l’Ensembe concerto Scirocco, forti di un consistente sostegno sia del LAC che di un mecenate”.

Come vi state preparando?

“È un progetto molto complesso da strutturare e organizzare. Graham ed io ci siamo divisi le varie voci, in modo da preparare i cori adeguatamente. Avremo un giorno e mezzo di prova a Cambridge per mettere tutto insieme. Per i ragazzi è davvero una nuova esperienza, perché è come cantare in un turbine di voci. In alcuni momenti alcune voci sono raggruppate su due o tre cantori, ma in altri punti, come nell’Agnus Dei di Striggio a 60 voci, ogni voce è singola. È qualcosa che proveremo solo quando saremo tutti insieme. Già quando cantiamo a doppio coro è impegnativo, questo progetto và ancora oltre!”

Che cosa rappresenta questo progetto per i coristi del Clairière?

“È la prima volta che andiamo in Inghilterra e cantiamo con un coro inglese. È un’esperienza profonda di crescita, ci rapportiamo con una formazione di altissimo livello. Il repertorio che eseguiremo è un grando stimolo a crescere personalmente, ma anche ad assaporare il risultato. Un coro di ragazzi và nutrito sempre con nuove esperienze, credo che questi progetti siano di grandissimo stimolo”.

Qual è la difficoltà maggiore?

“Gli aspetti organizzativi, la gestione e preparazione delle parti e naturalmente un grande sforzo per il risultato musicale. La partitura è qualcosa di veramente impressionante. Va diretta come se fosse un progetto architettonico. Quando ci sono così tante voci, i colori e la dinamica sono insiti nella scrittura compositiva. Le parti dei singoli cantori, vocalmente non sono complesse, a parte qualche eccezione nei tenori, ma devono essere perfettamente inserite nell’insieme, ognuno deve prestare massima attenzione ai tempi e all’ascolto, entrando e uscendo nel momento perfetto”.

Dove vi si potrà ascoltare e quando?

“Faremo tre concerti, inizieremo il 4 luglio a Cambridge. Caso vuole che proprio quel giorno il Clare College festeggi il suo 700* anniversario. È previsto un grande evento il pomeriggio nel garden del College, che è meraviglioso, con studenti, docenti e alumni. Lì eseguiremo  solo Spem in alium, mentre la sera si terrà il concerto con il programma completo nella Church of Our Lady of The Assumption and The English Martyrs di Cambridge.  La domenica rientreremo a Lugano. Replicheremo i giorni seguenti a Milano presso la Chiesa di San Fedele  e poi a Lugano. Abbiamo scelto la Hall del LAC, che ben si presta alla circolarità del suono necessaria per questo repertorio”.

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